La Storia

PISA
 
Insediamento etrusco e successivamente colonia romana, Pisa fece parte del regno longobardo, dell’impero carolingio e del regno d’Italia. Il Medioevo fu il periodo di massimo splendore sia politico che artistico, di cui restano vive testimonianze, nella forma urbis del centro storico, nei numerosi edifici religiosi e civili, nelle piazze, nei tipici vicoli stretti che corrono perpendicolari all’Arno. Tracce tangibili dell’insediamento alto medievale sono gli ampi tratti delle mura comunali, costruite a partire dal 1154-1155 e concluse intorno alla metà del XIV secolo, che dopo aver difeso l’abitato dagli attacchi nemici, per secoli hanno separato la città dalla campagna, ed oggi sono un documento attraverso cui ripercorrere le alterne vicende della storia pisana. Da sempre città di foce, sorta in ambiente lagunare, la rinascita di Pisa non avviene intorno all’antico nucleo romano ma al fiume che l’attraversa: nella zona nord-est dell’Arno si sviluppa l’abitato di Forisportam e sulla riva sinistra quello di Chinzica, che insieme a Mezzo e Ponte formano i quartieri medievali. Dall’XI secolo Pisa, importante base navale già in epoca romana, intensifica i commerci nel Mediterraneo riportando con la sua flotta numerose vittorie su città e navi musulmane. Le crociate, poi, sono l’occasione per estendere i traffici commerciali nel Mediterraneo orientale e ben presto lungo le coste africane sorgono colonie pisane fornite di grandi magazzini e fondachi, abitazioni e chiese. Dopo il massimo splendore raggiunto dalla Repubblica Marinara, il lento declino della città è segnato dalla sconfitta inflitta dalla rivale Genova nella battaglia navale presso le secche della Meloria, nel 1284, in seguito alla quale circa diecimila uomini furono condotti nelle prigioni genovesi, mettendo in ginocchio l’economia pisana. Dopo il breve dominio sulla rivale Lucca (1341-1368) nel 1406 Pisa sarà conquistata da Firenze, iniziando un lungo periodo di profonda crisi che terminerà solo con l’ascesa politica dei Medici. Dalla seconda metà del Cinquecento si ebbe una ripresa caratterizzata dallo sviluppo dell’Università e dall’istituzione dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, destinato alla lotta per mare contro i Turchi. La città visse la sua vita tranquilla all’ombra del potere dei Medici. Nel 1861 Pisa ottenne l’annessione al Regno di Sardegna, base del futuro Regno d’Italia. Durante la seconda guerra mondiale la città fu vittima di lutti e distruzioni, anche se poi la ricostruzione fu rapida.

ARTE
Pisa è tra i maggiori centri culturali d’Italia e conserva un ricco patrimonio artistico, originale rielaborazione medievale di influenze islamiche, lombarde e locali. I monumenti più importanti e visitati di Pisa si trovano nella Piazza dei Miracoli, con il Duomo di Santa Maria Assunta, la Torre pendente, il Battistero e la Galleria che circonda il Camposanto, tutti rigorosamente realizzati in marmo bianco di Carrara. Al Museo del Duomo si possono ammirare delle opere artistiche appartenenti a tutte le chiese della città e, naturalmente, anche il tesoro del Duomo. A Pisa si trova anche la Domus Galileana dove dovrebbe aver vissuto Galileo Galilei. Nella costruzione della “Torre della Fame” morì nel 1288 il Conte Ugolino della Gherardesca con la sua famiglia, accusato di tirannia dalla città. Si può trovare la descrizione di questo evento nell’Inferno di Dante. Infine, é da vedere la Piazza dei Cavalieri, una delle piazze più importanti di Pisa. Fu il centro rinascimentale della città ed é circondata da bellissimi palazzi tra cui il Palazzo dei Cavalieri, che è sede della prestigiosa "Scuola Normale Superiore" fondata da Napoleone nel 1810, ed ancora oggi prestigiosa università.

EVENTI
Il mese migliore per visitare Pisa è il mese di Giugno per l’ampio numero di manifestazioni folcloristiche e popolari. Ricorrenza eccellente nel contesto delle celebrazioni del "Giugno Pisano", é la Luminara di San Ranieri che accende oltre 70.000 candelotti di cera (in bicchieri di vetro detti "lampanini") fissati su assicelle bianche (dette"biancheria"), che vengono poste alle finestre dei palazzi e dei portoni creando un suggestivo ed affascinante gioco di luci. Contemporaneamente, sulla superficie dell'Arno, vengono posti dei lumini galleggianti che la corrente trasporta lentamente nel buio, aumentando l’atmosfera suggestiva.

CUCINA
La cucina pisana comprende i piatti tipici toscani sia a base sia di carne che di pesce. In particolare, alcune ricette caratteristiche di questa città, sono: la “Minestra di fagioli bianchi di San Michele”, le “Bavettine sul pesce” (un primo piatto in cui le bavette vengono servite accompagnate dal pesce), la “Zuppa di ranocchi”, il “Riso con le arselle” e la zuppa di pane con le verdure. I pesci più utilizzati nelle ricette sono: il muggine della foce dell'Arno cucinato alla griglia, le cèe alla pisana (le cèe sono gli avannotti dell'anguilla), il pesce ragno bollito e il baccalà o stoccafisso in agrodolce. Viene utilizzata anche, frequentemente, la selvaggina e, in modo particolare, la carne di fagiano, di anitra, di folaga, di cinghiale e anche di coniglio selvatico. Buona anche la produzione locale di alcuni tipi di formaggio tra cui il pecorino.

LUCCA

STORIA
La città di Lucca sorge sulla riva sinistra del fiume Serchio, nella piana tra le pendici appenniniche delle Pizzorne e il monte Pisano. Della città romana, subentrata ad una piccola stazione ligure, il maggior ricordo è l’ellisse dell’arena dell’anfiteatro, disegnata e ben visibile oggi da tipiche case medievali. Successivamente si svilupparono al di fuori delle cerchia di mura romane i borghi di S. Maria Forisportam, S. Pietro Somali e S. Frediano. La città medievale fu caratterizzata invece dalla costruzione di alte torri, vicoli tortuosi e da improvvisi larghi che si aprono sui grandi edifici romanici. Alla fine del sec. XII la città, prima sede di un ducato Longobardo prima e di un marchesato Toscano poi, ebbe la sua prima espansione. Al governo consolare, monopolio delle grandi famiglie, subentrò nel 1187 il regime podestarile, espressione dei nuovi ceti mercantili. Grazie al grande sviluppo dell’arte della seta e la notevole attività bancaria Lucca penetrò nei mercati d’Europa e raggiunse una grande prosperità. Il ‘300 segnato dalle prime crisi bancarie porta al rinfocolarsi delle lotte civili e alle signorie per riacquistare definitivamente la libertà nel 1369. Da allora, salvo che per la signoria di Paolo Guinigi (1400-30), Lucca condurrà per quattro secoli vita indipendente,pacifica e tollerante:fu tra le città italiane che più accolsero elementi riformatori luterani. Le mura bastionate che circondano la città, ancora oggi ben conservate e visibili, sono state le terze ed ultime della città, costruite tra il 1504 e il 1645, senza però mai essere usate come difesa. Nel 1847 la città fu ceduta al Granducato di Toscana, con cui entrò a far parte dello Stato d’Italia. Alla fine del secolo in città nacquero industrie oleari e tessili,cui hanno fatto seguito nel secondo dopoguerra altre fabbriche che hanno portato ad uno sviluppo della città al di fuori delle mura, fino a raggiungere l’aspetto moderno.

ARTE
Lucca è detta la città dalle 100 chiese ed effettivamente queste, fra sconsacrate e non, sono numerosissime e non solo in città, ma anche nei territori limitrofi. Circondata da mura rinascimentali intatte, la città vanta un centro storico in ottimo stato di conservazione, dove i palazzi medievali si susseguono l’uno all’altro nelle principali vie del centro. Le mura,antiche ed intatte che circondano la città,sono tra le opere militari più importanti di tutta la Toscana, formano un anello di 4,2 km. Costituite da 12 cortine e 11 baluardi si levano per 12 metri offrendo numerosi scorci e differenti viste della città. La piazza S. Martino, con l’attigua piazza Antelminelli, forma un suggestivo scenario medievale in cui spiccano Palazzo Bernardi di Bartolomeo Ammannati (1556), il Duomo e l’adiacente casa dell’opera del Duomo. Il Duomo, dedicato a S.Martino, è il principale monumento religioso della città,in forme romaniche (sec XI-XII) ma rifatto all’interno nei sec. XIV-XV. Il Museo della Cattedrale raccoglie arredi sacri ed opere d’arte già del tesoro del Duomo e del corredo di Ss. Giovanni e Reparata. L’animato e caratteristico centro della vita cittadina è in piazza S. Michele, dove si trovano il palazzo del Podestà (1492), la casa natale di Giacomo Puccini, nella quale vi sono documenti ed oggetti appartenenti al grande compositore, e la chiesa di S.Michele in Foro, la cui costruzione fu iniziata nel 1070 e terminata solo nel sec XIV. La via Fillungo è l’asse principale del centro storico, e pur conservando un caratteristico aspetto medievale, oggi è animata da numerosi ed eleganti negozi. La piazza del Mercato fu aperta invece nel 1830 nell’area dell’anfiteatro romano, di cui sono ancora visibili parte dell’anello esterno e l’originaria planimetria di forma ellittica.

EVENTI
Luminaria di Santa Croce: in onore del Volto Santo da secoli e secoli si svolge a Lucca la “Luminaria” il 13 settembre, nel giorno della vigilia della ricorrenza di Santa Croce. Una processione si svolge in notturna nella città decorata da migliaia di lumini e un corteo si muove nel centro storico lungo l’asse nord-sud, dalla chiesa di San Frediano al duomo di San Martino. Manifestazioni: Concorso internazionale di canto per voci pucciniane e sagra musicale Lucchese; Festa della libertà, corteo in costume in memoria della fine del dominio Pisano, Corteo storico e Palio della Balestra (12 lug); Luminaria di S. Croce (13 lug); Salone internazionale dei comics e del cinema d’animazione e dell’illustrazione, il Mercato antiquario e il Mercato delle Arti e Mestieri. Palio di San Paolino: questa manifestazione si svolge il 12 di luglio, ricorrenza patronale di San Paolino di Antiochia, primo vescovo della città, con un corteo storico notturno alla luce delle fiaccole e un torneo di tiri alla balestra.

CUCINA
La gastronomia lucchese vanta origini rustiche e contadine ed è per questo che la si definisce “cucina povera” anche se povera in realtà non è. I piatti tipici della cucina di Lucca sono: le zuppe, di magro, all’infarinata o alla ”garmucia” (una minestra di fave, piselli, carciofi, asparagi, soffritti in olio, pancetta, cipolla e carne trita); il risotto al piccione, l’agnello con le olive, i tordi allo spiedo, le ”folaghe alla Puccini” (che vengono servite con una speciale salsa insaporita con filetti d’acciuga, salmone affumicato tritato, uova di pesce, olio e limone). I dolci tipici sono il buccellato, tipico dolce lucchese a forma di ciambella che deriva da una ricetta degli antichi Romani, il castagnaccio, una torta di farina di castagne, i "necci" antenati rustici delle crepes cucinati anch'essi con la farina di castagne. L'olio di Lucca è una qualità superiore di olio extra vergine di oliva, unico al mondo per la perfezione del sapore e dell'aroma. Le olive utilizzate per la produzione di olio in lucchesia appartengo alla qualità "frantoio" ed ha quindi un sapore gradevole, delicato e dolce. I vini DOC della zona sono il Colline Lucchesi e il Montecarlo (entrambi sia bianco che rosso).

SAN MINIATO

STORIA
La città di San Miniato è situata lungo la Via Franchigena, che collegava nel Medio Evo l'Europa settentrionale a Roma, flusso ininterrotto di uomini, eserciti, traffici, idee e culture. Su questa direttrice, San Miniato era all'incrocio, nel cuore della Valle dell'Arno, delle strade fra Firenze e Pisa, Lucca e Siena. San Miniato è terra di insediamento etrusco e poi romano, come testimoniano gli scavi di una necropoli del III secolo a.C. in località Fontevivo e quelli di una villa romana in località Antonini, i cui reperti sono visibili al Museo archeologico di Firenze e in piccola parte nel Museo Civico. Il nucleo originario della Città risale all’VIII secolo, quando i longobardi edificarono una chiesa dedicata al martire Miniato. La città dunque di origine germanica e dal Medio Evo sarà conosciuta come San Miniato al Tedesco. Nell’arco di cinque secoli San Miniato crescerà come bastione medievale, da quando Ottone I di Sassonia, nel 962, ne farà uno dei centri dell’amministrazione imperiale, fino a Federico II di Svevia che nel 1218 vi edificherà il suo castello, destinandolo alla raccolta dei tributi per l’Italia centrale. San Miniato, al declinare della potenza sveva, diviene libero comune con grandi conventi, scuole, istituzioni e ospedali. Solo alla fine del XIV secolo San Miniato dovrà sottomettersi alla nascente Signoria fiorentina. Nel secolo successivo però la città ebbe un forte è lo sviluppo, e la fertile vita culturale creò accademie di studio e di cultura, come quella degli Affidati e poi degli Euteleti. Sarà la II Guerra Mondiale a infliggerle un duro colpo quando l’esercito tedesco minò e distrusse la rocca di Federico II e larga parte dei quartieri medievali. La ricostruzione fu comunque rapida e nel 1957 la rocca viene riedificata dalle rovine a indicare dalla piana la rinascita della città.

ARTE
La città di San Miniato possiede un rilevante patrimonio artistico e architettonico. Piazza del Popolo, con la trecentesca chiesa di San Domenico, è ricca di opere, fra cui un affresco di Sant'Anselmo, attribuito a Masolino da Panicale, e un monumento funebre di Donatello. Nei chiostri adiacenti del convento, confiscati e aperti alla cittadinanza dall'amministrazione napoleonica, ha sede l'Archivio Storico, uno dei più ricchi della Toscana con oltre centomila documenti dal 1200. Vi sono inoltre numerosi esempi di architettura rinascimentale, fra cui Palazzo Formichini, sede della collezione della Cassa di Risparmio, e Palazzo Grifoni, edificato nel 1555 da Giuliano di Baccio d'Agnolo. Scendendo a valle, oltre l'ottogonale chiesa della Santissima Annunziata, che conserva le reliquie di Santa Dorotea, si può osservare il Monastero di Santa Chiara, altro nucleo del sistema museale. All’ingresso del vecchio centro castellare. si trova la Porta Toppariorum, che funzionava come accesso all'antico nucleo difensivo. Al suo interno è visibile la Casatorre degli Stipendiari, opera federiciana, oggi spazio espositivo, che ospitava il contingente militare, e la scenografica Piazza del Seminario, chiusa dall'altra porta medievale detta della Ruga. Dalla Piazza, attraverso un triplice sistema d'accesso, si sale alla Piazza del Duomo, con l'antica pieve di Santa Maria del 1100, che conserva intatto il suo prospetto romanico. In alto è visibile invece la Rocca e il cassero federiciano dove, come ricorda Dante nel XIII canto dell'Inferno, venne imprigionato per morirne Pier delle Vigne, consigliere in disgrazia di Federico II. Alle pendici della collina principale si collocano poi la mole trecentesca del convento di San Francesco, per molti secoli uno dei centri francescani più fiorenti della Toscana. Discendendo la collina, fra chiese e palazzi altomedievali, si giunge nella storica Piazza Bonaparte, col monumento a Leopoldo Granduca di Toscana del Pampaloni e l'Oratorio di San Rocco, antica cappella di famiglia dei Buonaparte.

EVENTI
Festival del dramma popolare: il più antico festival d’Italia (1947).

CUCINA
Cultura e qualità della vita si intrecciano a San Miniato: nel contesto urbano del Centro Storico e nell’incontaminato entroterra rurale. Punto d’incontro di Città e Campagna è la cultura materiale dell’alimentazione, che ha a San Miniato le profonde radici dell’antica economia agraria. San Miniato è una delle zone tartufigene più estese e fruttuose d’Europa. Il Tartufo Bianco delle Colline Samminiatesi, la specie più pregiata, è la sua produzione. Ma se il Tartufo Samminiatese è unico nella sua tipicità, numerosi altri sono i prodotti dell’agricoltura che creano un’inimitabile costellazione di gusti e di sapori. I vini e l’olio d’oliva, frutto di un territorio assai vocato, specie nella produzione dei vinsanti dalle uve bianche di San Colombano. Il Carciofo di San Miniato, una delle varietà più ricche e saporite, noto persino nella cucina medicea. Ed il tabacco nella varietà Kentucky, importato due secoli fa dal Nord America, e dalla cui produzione nacque il Sigaro Toscano. Le strutture di foggia quasi romanica delle Tabaccaie, dove il tabacco viene posto ad essiccare, punteggiano ancora oggi la campagna samminiatese con modalità di produzione artigianali. Ma la cultura dell’alimentazione e del gusto si crea anche nell’intelligenza e nella capacità artigiana e fabrile di trattare la materia per trarne sapori antichi e sempre nuovi. La modernità non ha offuscato questo sapere secolare, lo ha anzi vivificato. Da tempo rivive a San Miniato, storico centro longobardo e medievale, la sapiente trattazione delle carni di maiale. E l’Arte Bianca e mediterranea della trattazione della farina vi trova luoghi d’eccellenza nella pasticceria e nelle produzioni del forno. San Miniato è una Città dei Sapori, che giungono fino ad oggi dalle mense dei suoi antichi conventi, dei suoi terzieri medievali e delle oltre trenta fattorie curtensi già elencate in un rogito di feudo dell’Anno Domini 938. Il suo territorio è uno scrigno che si apre. Fra le vie del centro storico, nei mille itinerari della sua vasta campagna che portano a pievi e borghi millenari, sta l’antica cultura di un’ospitalità sobria e riservata, che quei sapori ha saputo preservare. San Miniato offre prodotti tipici di produzione artigianale prodotti tipici locali, il tutto accompagnato da una vasta scelta dei migliori vini Toscani.

FIRENZE

STORIA
Firenze è situata alle pendici dell'Appennino, nella piana attraversata dall'Arno ed è circondata da verdi colline tipiche della Toscana. E' la città che diede, all'Italia, la propria lingua, aiutandola quindi a divenire nazione e che regalò all'Europa, quella irripetibile grande stagione di sviluppo culturale, artistico e scientifico che si chiamò Rinascimento. Firenze possiede una quantità enorme di opere scultoree, pittoriche e architettoniche di grande importanza e unicità che accompagnano il turista nelle sue passeggiate alla scoperta della città attraversata dallo scorrere, ora pacifico ora minaccioso, dall’Arno.

ARTE
L’area storica centrale è costituita dalla Piazza del Duomo con la Chiesa di Santa Maria del Fiore con la famosa cupola del Brunelleschi affiancata dal Campanile di Giotto con i suoi 85 metri d’altezza. La piazza accoglie poi il Battistero con le sue famose porte bronzee e il Museo dell’ Opera del Duomo che ospita i pezzi, rimossi negli anni, dall’esterno del Duomo. A poca distanza c’è Piazza della Signoria con Palazzo Vecchio con il suo ruolo originario di municipio, la statua del David di Michelangelo e la galleria d’arte degli Uffizi con la ricchezza delle sue opere d’arte. A Est della città si innalza la Basilica gotica di Santa Croce e a Ovest la Chiesa di Santa Maria Novella con il rifacimento della facciata di Leon Battista Alberti. Attraversato l’Arno si giunge alla Chiesa di Santo Spirito, a Palazzo Pitti e alla antica sede dei Medici. Grande importanza hanno anche la chiesa di Santa Maria del Carmine con gli affreschi della Cappella Brancacci, lo Spedale degli Innocenti di Brunelleschi, Palazzo Strozzi e Palazzo Ruccellai con le loro architetture di grande pregio.

EVENTI
A Firenze ci sono molte manifestazioni storiche e folkloristiche che si avvicendano durante tutto l’anno. Tra queste, alcune che sottolineano il carattere storico ed artistico sono il Palio dei Navicelli e il Torneo di San Giovanni, con lo splendido corteo in costume detto il Corteo storico della Repubblica Fiorentina, che si svolgono nel mese di Giugno.

CUCINA
A Firenze viene riproposta tutta la gastronomia regionale con grande varietà di primi piatti e carni. Da gustare la Fettunta con il pane e l’olio dei frantoi toscani, la classica bistecca alla fiorentina e le Panzanelle a base di pane raffermo e pomodoro. In particolare, sono da segnalare i fritti misti di carciofi, cervella e zucchine, i fegatelli di maiale, le pappardelle alla lepre, la pappa al pomodoro (minestra di pomodori freschi cucinati con aglio, basilico e pepe) e, per chi ama il genere, la trippa alla fiorentina. Nelle pasticcerie sono da assaggiare i diversi biscotti artigianali, dai Cenci (nastri di pasta dolce, fritti e cosparsi di zucchero) ai Brigidini (cialde al sapore di anice), dai biscottini di Prato e allo Zuccotto.