Il Territorio

La valle dell'Arno è formata dai depositi che il Serchio e l'Arno hanno convogliato a mare e si estende dal litorale tirrenico fino a Pontedera; è la pianura alluvionale più estesa di tutta la Toscana. In tempi storici la piana pisana ha visto l'alternarsi di periodi di interramento ed espansioni, con progressivo allontanamento della città di Pisa dal mare, a periodi di riduzione delle torbide portate dai fiumi, con formazione di stagni e paludi.

 
IL LITORALE

La costa si allunga davanti al Mar Tirreno interessando i comuni di Pisa, San Giuliano, per il breve tratto di Bocca di Serchio, e Vecchiano. Tutta la costa a sud dell'Arno è occupata dagli abitati di Marina e di Tirrenia. A Tirrenia la spiaggia è ancora molto estesa, protetta alle spalle da una fascia di pineta. Le dune sabbiose sono allineate a formare grossi cordoni che corrono quasi paralleli alla linea di costa, ed a primavera sono abbondantemente ricoperte da fioriture rosa e gialle dei cisti e delle ginestre. Le più antiche raggiungono i 18 metri di altezza, ancora intatte all’interno della Riserva di Palazzetto, in San Rossore. Sulla spiaggia di Marina di Vecchiano, nella zona immediatamente retrostante le dune, immense praterie di composite colorano di giallo e di bianco le sabbie. Tra queste il camuciolo o elicriso da qualche anno offre alle api una interessante fonte di nettare per la produzione del miele, fortemente aromatico. Le beccaccie di mare, le sterne beccapesci e i gabbiani sono tra i frequentatori più comuni della battigia, soprattutto durante il periodo estivo.

 
L'ENTROTERRA

 

Il complesso del Monte Pisano è formato da una serie di rilievi sotto i mille metri e circonda a nord la città di Pisa dividendola dalla provincia di Lucca.

Molte zone del Monti Pisani sono coperte da oliveti, con ampi terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, la cui costruzione risale al XV secolo. La produzione dell'olio è invece tuttora importante e fornisce un prodotto molto apprezzato. Nelle zone dove il terreno è più sassoso e maggiore è l'aridità, la macchia lascia il posto a cespugli bassi e sparsi che lasciano gran parte del terreno scoperto. Nonostante l'aspetto brullo e riarso è un ambiente ricco di specie, soprattutto aromatiche, come il mirto e la ruta, e rappresenta uno degli habitat più idonei alla crescita delle orchidee selvatiche, essendo una delle aree italiane a più alta densità di specie diverse di orchidee.

Il Monte Pisano, oltre a fornire i materiali lapidei per i monumenti di Pisa, è stato a lungo servitù per il legname delle navi da guerra. Il fitto manto di conifere che un tempo ricopriva buona parte delle pendici del Monte Pisano era protetto con leggi severissime dalla Repubblica marinara di Pisa poiché da quei pini si ricavava il legname necessario alle costruzioni dei cantieri navali.

Questo complesso montuoso è ricco anche di torrenti dalle acque freschissime e curative, come i “bagni” di San Giuliano Terme, famosi fin dall'antichità e frequentati da personaggi come Byron, Schelley, Alfieri; le acque minerali di Uliveto Terme e le acque freschissime che scendono dal Monte Bianco e dal Monte delle Fate, che si raccoglievano un tempo nel Cisternone sopra Asciano ed arrivavano a Pisa con un l’Acquedotto mediceo lungo sei chilometri.

L’importante e pregiata area di produzione del Chianti interessa anche la provincia pisana. La zona sfiora la Valdera con il comune di Terricciola ed abbraccia al completo le Colline Pisane con prodotti DOC e DOCG. Nell'area pisana i vitigni danno uve che servono totalmente per la produzione di vino. Sono coltivate uve di San Giovese, Trebbiano toscano e Malvasia nera. A Crespina e nei borghi limitrofi si produce il Bianco pisano di San Torpé, mentre nei comuni più meridionali della provincia si ritrova il Montescudaio DOC bianco e rosso.